giovedì 11 ottobre 2012

Il Premio Nobel Nobel per la letteratura a Mo Yan, autore di "Sorgo rosso"

Nella foto Mo Yan nel 2008 Foto di Johannes Kolfhaus  
Mo Yan è solo uno pseudonimo letterario: il vero nome dello scrittore cinese che ha vinto il premio assegnato dall'accademia svedese per le qualità letterarie è Guan Moye.
La traduzione del termine "Mo Yan" in realtà significa "colui che non vuole parlare" (letteralmente "non parlare") e il premio gli è stato assegnato con la seguente motivazione: per  il suo «magico realismo che mescola racconti popolari, storia e contemporaneità» ("who with hallucinatory realism merges folk tales, history and the contemporary").

Nato il 17 febbraio 1955 in una zona rurale dello Shandong, nel nordest della Cina, lo scrittore descrive molto bene le contraddizioni del suo Paese, e del ruolo di nuova superpotenza mondiale e nuovo antagonista Usa, che in qualche modo sta scalando la strada del successo internazionale.

Una curiosità che lo lega all'Italia: era il 2005 quando gli venne assegnato il Premio Internazionale Nonino (segno della "vista lunga" della giuria di allora) Mo Yan fece arrivare alla giuria una sua breve autobiografia. Nel testo scritto dall'autore si legge: ''Mo Yan nacque in una povera famiglia contadina a Gaomi nella provincia di Shandong Cina nel 1955. Nella sua fanciullezza soffri' la fame e il freddo. Quando scoppio' la Rivoluzione Culturale Mo Yan studente del quinto anno della scuola elementare divenne un pastore fu cosi' costretto a una vita solitaria e a soffrire a lungo la fame. All'eta' di 18 anni inizio' a lavorare in una fabbrica nella quale si lavorava il cotone. Nel 1976 divenne un soldato nella Pla (Armata di Liberazione Popolare). Nel 1997 lascio' la Pla e da allora lavora per un giornale''. Mo Yan evidentemente molto legato all'Italia, ha tenuto, nel 2007, un incontro   con gli studenti di letteratura cinese dell'Università Kore di Enna, ed ha presenziato alla Fiera del Libro di Torino, in qualità di scrittore di rilevanza internazionale.
Un Paese ancora bloccato dal suo stesso sistema autoritario, altamente competitivo ma anche congelato sulla arretratezza di certe sue situazioni rurali e su una autorità che mina la sua immagine internazionale.

Lo scrittore, forse meglio conosciuto per la sua opera "Sorgo Rosso", romanzo dal quale il regista Zhang Yimou ha tratto un film di grande successo, è pubblicato in Italia dalla casa editrice  Einaudi.
La rivoluzione culturale cinese ha interrotto i sogni di Mo, come quello di molti della sua generazione, che dovendo interrompere forzatamente gli studi per volontà del  regime ha dovuto iniziare il lavoro dei campi. Arruolatosi nell'Esercito Popolare di Liberazione, cominciò a seguire i suoi interessi di scrittore, tanto da guadagnarsi un posto di insegnante nell'Accademia Culturale dell'esercito.

Dopo il successo di Sorgo Rosso, Zhang Yimou ha realizzato un altro film basato su un racconto di Mo Yan, "Happy Times". In seguito, il regista Huo Jianqi ha adattato al grande schermo un'altra delle opere del neo-premio Nobel, White Dog Swing. Mo Yan ha ricevuto numerosi premi letterari, tra cui il Newman prize for chinese literature (2009) e il Mao Dun literary prize (2011). Fonte: www.nobelprize.org

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