sabato 20 marzo 2010

TORINO MEDICA: RECENSIONE DI NICOLA FERRARO

Un libro piccolo nel formato ma straordinariamente ricco di notizie, stimoli culturali, curiosità; un libro dove trovano spazio la divulgazione per una materia difficile come la ricerca nell'ambito delle neuroscienze, in cui la professoressa Levi-Montalcini è indiscussa maestra, la dolcezza incantata del ricordo della storia di famiglia nell'omaggio di una nipote alla zia, una incrollabile fede nel futuro e nei giovani che del futuro sono gli interpreti naturali.

Sin dalle prime pagine ritorna in mente, tanto da restituire le medesime intime suggestioni fatte di struggimento, ammirazione e grandissimo rispetto verso la storia della vita di una persona anziana che si è votata alla medicina e alla scienza, il film di Ingmar Bergman "Il posto delle fragole". In quello straordinario film svedese si racconta la storia del viaggio di un medico che va a ritirare un riconoscimento alla sua lunga carriera; durante il tragitto in automobile l'uomo incontra dei giovani con cui fa una parte del percorso.
Durante il lungo spostamento egli si addormenta e, in sogno, ripercorre i momenti più dolci, più dolorosi e più angoscianti della propria vita...
Il libro inizia, quasi in modo cinematografico, una sorta di voce fuori campo, con una dedica in corsivo da parte di Piera Levi-Montalcini: "voglio parlarvi di zia Rita, di una persona a cui non si può non voler bene, di una donna straordinaria, illustre professoressa molto amata dai suoi studenti, senatore a vita della Repubblica Italiana e, sopra tutto, Premio Nobel..." .
Seguono dodici pagine di notizie biografiche curiose con incursioni tra il tragico delle leggi razziali, l'ironico dei ritmi di vita indiavolati della grande ricercatrice e il paradossale; l'esilarante e commovente cronaca della cerimonia del Nobel e poi... stacco come al cinema e, via, col resoconto (in forma divulgativa ma assolutamente non banalizzata) delle ricerche sul Nerve Growth Factor che hanno fruttato alla professoressa, che ha studiato nella nostra Facoltà di medicina, il riconoscimento dei ricoscimenti.

Poi, dopo una sessantina di pagine che volano via in un batter d'occhio, come nel miglior cinema di qualità, altro stacco e via, con le riflessioni sul significato profondo delle ricerche fatte da questo scienziato e sul valore della scienza come strumento formidabile e che si rivolge a tutti gli uomini di buona volontà, ma soprattutto ai giovani, ricordando loro che il cammino della scienza, con le sue applicazioni, non può andare disgiunto dal senso di responsabilità e dall'impegno civile.
I diritti d'autore di questo libro, tra l'altro, andranno a quest'Associazione che ha sede in Corso Re Umberto 10 a Torino.
Nel libro sono riportati anche i numeri telefonici e l'indirizzo email. Oltre a un significativo stralcio dello Statuto.

Nicola Ferraro
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