venerdì 11 febbraio 2011

SEGUENDO ZIA RITA


Poter seguire zia Rita è una delle cose più belle e interessanti che mi potessero capitare: come compagna di viaggio è straordinaria, bisogno solo non aiutarla troppo, ci tiene a fare tutto da sé, deve sentirsi autonoma e quasi quasi si porterebbe anche le valigie da sola!

Ovviamente con lei si ha modo di incontrare le persone più importanti e interessanti. Ho potuto conoscere moltissimi premi Nobel, specie in campo scientifico, capi di stato, ministri, sindaci, grandi industriali, presidenti delle maggiori banche, presidenti di enti e organizzazioni internazionali: insomma mezzo mondo.
Di ciascuno la Zia ricorda il nome e la carica che ricopre e, se ha avuto modo di parlargli per più di cinque minuti, si ricorderà anche il nome della moglie e dei figli e che cosa fanno e, perché no, il numero di telefono.

Per i numeri zia Rita ha una vera "passione": li ricorda tutti, basta che glielo diciate una sola volta. Ma questa memoria prodigiosa è mantenuta tale da un esercizio continuo e costante: se è in aereo e il discorso langue non è improbabile che vi dica: "ti ricordi questa poesia..." e con noncuranza reciti poesie lunghissime dei più disparati autori. Peccato che molte volte tu non hai mai sentito parlare dell'autore e tanto meno di quella poesia.
Per me è ancora un mistero come possa trovare il tempo per leggere libri e poesie e soprattutto come possa ricordare ciò che legge senza confondere autori, titoli e trame: se ha un "trucco", speriamo che ce lo insegni!

Ancora oggi per la Zia il lavoro è la cosa più importante, come per quasi tutti in famiglia lavorare equivale a "divertirsi", per cui tutto passa in second'ordine: mangiare, riposare... E' un vulcano di idee e attività: riesce ad affrontare problemi diversi saltando da uno all'altro senza fatica.
Gli impegni presi non vengono mai disdetti. Recentemente era stata invitata a tenere una conferenza al National Museum of American History di Washington; al mattino si è svegliata con un forte raffreddore, mal di testa e un po' di febbre. Era tanto che non vedevo la Zia stare così male.
Siamo rimaste in camera tutto il giorno, sperando invano in un miglioramento; quando fu l'ora di uscire dall'albergo e la pregai di rinunciare alla conferenza mi disse: "Impossibile...".

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